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Top ten hi-tech 2018

Quali sono e quali saranno le 10 tendenze tecnologiche del 2018 secondo gli utenti stilata da Ericsson

Il ConsumerLab di Ericsson, una testata di riferimento in Italia su Economia digitale e Innovazione, ha deciso di chiedere agli utenti quali sono le aspettative per l’hi tech nel prossimo futuro e ha stilato una top ten sulle tendenze tecnologiche per tutto il 2018.

Vediamo insieme quali sono e se alcune di loro si sono effettivamente realizzate:

1) Your body is the user interface: I consumatori che utilizzano gli assistenti vocali intelligenti stanno già portando avanti un cambiamento radicale. Più della metà di loro è convinto che useremo il linguaggio del corpo, intonazione, tocco e gesti per interagire con i device tecnologici come se fossero persone.
Per fare un esempio basta pensare all’assistente di google che con un semplice comando vocale ci permette di gestire le nostre attività, pianificare la nostra giornata e trovare le risposte a ogni nostra domanda. https://assistant.google.com/intl/it_it/platforms/phones/

2) Augmented hearing: L’udito aumentato. La funzionalità più attesa per gli auricolari sembra essere la traduzione in tempo reale di tutte le lingue. Una buona fetta di utenti vorrebbe invece bloccare il suono dei membri della famiglia quando russano.
Buone notizie per gli utenti che sperano in un traduttore simultaneo a portata di mano: gli auricolari Mymanu Clik+ oltre a offrire un’ottima qualità di suono, sono in grado di tradurre dal vivo ben 37 lingue, compreso l’italiano. Questi auricolari sfruttano un’apposita app disponibile su App store per recepire l’audio dell’interlocutore e tradurlo in tempo reale: https://play.google.com/store/apps/details?id=com.mymanu.clik&hl=it

3) Eternal Newbies: eterni novellini. Il 30 % degli intervistati ritiene che la nuova tecnologia rende impossibile mantenere aggiornate le proprie competenze. Questo significa che alcuni di noi si sentono come principianti anche quando svolgono compiti semplici e quotidiani. Questo accade perché il ritmo dei cambiamenti tecnologici aumenta ogni giorno e capita spesso di sentirsi stressati per non riuscire a stare al passo.
Inoltre, il 46 % degli intervistati afferma che Internet consente loro di imparare e dimenticare le abilità ad un ritmo più veloce che mai.
Internet ci rende stupidi? Non è soltanto una domanda, ma anche il titolo del libro di Nicholas Carr. Qui trovate il link per informazioni su cosa pensa l’autore riguardo i cambiamenti del nostro cervello dopo l’avvento del digitale: https://paroleombra.com/2018/02/09/internet-ci-rende-stupidi-di-nicholas-carr/

4) Social Broadcasting: La metà dei consumatori ritiene che l’intelligenza artificiale sarebbe utile per controllare la veridicità dei fatti postati sui social network.
Ma l’innovazione non si è arrestata qui: Mark Zuckerberg ha lanciato, attraverso la sua pagina, un nuovo strumento in fase di distribuzione che facebook ha messo a punto per tentare di prevenire i suicidi tra gli adolescenti. Questo meccanismo fa leva su una prima analisi automatizzata che sarà in grado di analizzare gli scambi di messaggi nei commenti e i video trasmessi in diretta alla ricerca di parole-chiave ricorrenti in grado di indicare un possibile rischio di questo tipo.
Qui trovate il link con il post di Zuckerberg: https://www.facebook.com/zuck/posts/10104242660091961

5) Intelligent Ads: Pubblicità intelligenti. Parlando di intelligenza artificiale, il 42% dei consumatori pensa che le aziende la useranno per fare pubblicità intelligente in grado di persuaderci a comprare cose. Oltre metà degli utenti pensano che le pubblicità diventeranno così realistiche da finire per rimpiazzare i prodotti veri e propri.
Avrete sicuramente sentito la notizia del gigantesco T-rex apparso a Londra, all’ingresso della BBC. Si tratta di un modellino a grandezza naturale che proviene direttamente da Jurassic World. Tutto questo per preannunciare l’arrivo di Jurassic World: Il mondo distrutto. Un lancio promozionale dove la realtà (grazie alla tecnologia) è riuscita a superare di gran lunga la fantasia.
https://www.youtube.com/watch?v=DFmvJqzHW6U

6) Uncanny communication: comunicazioni misteriose. Il 50% degli intervistati ritiene che sarebbe spaventato dal non riuscire a distinguere un essere umano da una macchina. Il fatto che i ricercatori stiano creando robot abilitati AI che mimano l’espressione umana fino al minimo dettaglio potrebbe non migliorare necessariamente la nostra avversione per le macchine.
Hiroshi Ishiguro è uno scienziato giapponese di fama mondiale, considerato un punto di riferimento nel campo della robotica umanoide. Il signor Ishiguro è l’inventore di una serie di androidi teleguidati, quasi indistinguibili da un uomo in carne e ossa. Si chiamano Geminoid, dal latino gemello.
Qui il link di questi capolavori della robotica: https://www.robotiko.it/robot-umanoidi-giapponesi/

7) Leisure Society: La società dello svago. Il 32% degli studenti e dei lavoratori credono di non aver bisogno di un impiego per realizzarsi nella vita. Il 40% afferma che vorrebbe un robot come alter ego che possa lavorare al loro posto.
In Italia i robot vengono già utilizzati come manodopoera: gli androidi ci accolgono in Hotel, assistono gli anziani e consegnano i pacchi che abbiamo ordinato online. I robot hanno iniziato a lavorare con noi e hanno anche un nome, abbiamo il fattorino Yape e il receptionist Paolo Pepper: https://www.wired.it/attualita/tech/2018/03/07/robot-gia-lavorano-italia/

8) Your photo is a room: nelle foto come in una stanza. Tre intervistati su 4 credono che nel giro di pochi anni useranno la realtà virtuale per entrare in una foto scattata con smartphone e rivivere il ricordo.
Per il momento possiamo goderci la realtà virtuale: nata dalla combinazione di dispositivi hardware e software che collaborano per creare uno spazio virtuale all’interno del quale l’utente può muoversi grazie a visori e accessori creati per per “vivere” nella realtà virtuale al 100%: https://tecnologia.libero.it/cose-e-come-funziona-la-realta-virtuale-933

9) Streets in the Air: il 39% è convinto che nella sua città ci sia bisogno di una rete di strade per droni e veicoli volanti. In realtà le prime auto volanti sono quasi pronte, finora ne hanno realizzate 17 e nel giro di pochi anni verranno prodotte in serie: http://motori.corriere.it/motori/anteprime/cards/auto-volanti-quasi-pronte-ecco-prime-17/carplane.shtml

10) The Charged Future: il futuro carico. Più dell’80% degli intervistati è convinto che tra 5 anni avremo batterie che dureranno molto a lungo, senza il bisogno di ricaricarle. È di poco tempo fa la scoperta, ad opera di ricercatori dell’Università del Missouri, di realizzare batterie che non disperdono energie e che potrebbero durare fino a 100 volte di più: https://www.dday.it/redazione/26737/batterie-che-durano-100-volte-di-piu-con-il-diodo-magnetico-la-scoperta-e-rivoluzionaria