Editoriale Social media

Social addicted

Siate sinceri, cosa fate appena aprite gli occhi la mattina? Se fino a qualche anno fa avreste risposto “Mi preparo il caffè” ora la risposta tipo sembra essere “Prendo lo smartphone e mi faccio un giro sui social, controllo le email, do il buongiorno su facebook” (Quest’ultima voce ve la sconsiglio vivamente).

Scherzi a parte, basta poco per renderci conto dello stato di dipendenza da internet e social nella società odierna. Quella dei social infatti sembra essere la dipendenza del nuovo millennio. Basti pensare che è stato rivelato che le persone hanno ritenuto più semplice smettere di fumare che staccarsi dai social.

Esiste veramente la dipendenza da facebook e instagram? Quand’è che il tempo che trascorriamo online è troppo e ci fa essere a rischio?Non è raro sentire l’espressione social dipendenti. Siamo noi stessi a definirci tali, ma qual è la linea di confine tra l’utilizzo sano dei social e il loro abuso? E che effetti può avere sulla nostra salute psico-fisica?Una dipendenza provoca assuefazione, agisce negativamente sull’umore e sulla vita lavorativa e relazionale. Non ci sentiamo di sentenziare sul fatto che lo stare tanto sui social sia paragonabile a una vera e propria dipendenza, soprattutto perché prima che un comportamento possa dirsi patologico servono anni di ricerca. La cosa che più fa riflettere è il desiderio esasperato di essere sempre on line. Foto, storie su instagram, video, post su facebook: tutto questo serve a noi per essere sempre parte del mondo virtuale, altresì detto 6° continente.

Mediamente un individuo trascorre circa 135 minuti al giorno sui social network, perché provocano piacere e gratificazione in chi ne fa uso. Le persone estroverse aumentano la loro autostima e la loro rete sociale, mentre per le persone timide è più semplice interagire sui social e questo compensa l’introversione applicata nella vita reale.
Postare foto e ricevere like o aumentare i propri followers su instagram provoca il rilascio di dopamina, il cosiddetto ormone dell’euforia perché legato alla sfera del piacere e al meccanismo della ricompensa. Questo mediatore chimico si attiva quando siamo popolari e apprezzati sui social e rilascia una sensazione di appagamento e benessere psicofisico. C’è purtroppo anche un rovescio della medaglia. Se utilizzate facebook e instagram come gli oltre 39 milioni di italiani, ovvero il 57% della popolazione, saprete che il ritratto che viene proposto non corrisponde alla realtà. Vite apparentemente perfette e invidiabili, moltissimi amici virtuali e popolarità ottenuta a suon di like. Così molti utenti finiscono per credere di avere una vita peggiore degli altri. Alcuni studi stanno infatti indagando tra la connessione tra depressione e social network e instagram parrebbe essere il social più pericoloso.

Il giusto equilibrio è non demonizzarli e utilizzarli per essere connessi e al passo con i tempi, ma prenderli a piccole dosi.

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