Editoriale Per il legale Tecnologia

Gli avvocati sono pronti ad accogliere l’Intelligenza Artificiale?

La professione forense è pronta ad accogliere i cambiamenti dettati dall’Intelligenza Artificiale? E come cambierà l’attività dell’avvocato con l’avvento della nuova tecnologia?

Iniziamo subito con lo spiegare cosa si intende per nuova tecnologia: naturalmente non ci riferiamo ad internet, perché ormai tutti i professionisti conoscono il suo utilizzo. Nemmeno i social, linkedin o i siti internet sono ormai una novità. Questo perché ormai sia nel lavoro che nella vita privata utilizziamo tutti questi canali e sappiamo gestirli anche abbastanza bene.

Allora qual è la nuova frontiera a cui ci stiamo riferendo? Naturalmente come si evince dal titolo stiamo parlando dell’Intelligenza Artificiale (AI). Soprattutto vogliamo riflettere sul fatto che ora i robot sanno imparare dai loro errori, apprendono molto velocemente e crescono professionalmente parlando. Non è una bugia affermare che in questo cominciano ad essere migliori degli umani, che solitamente non imparano dai propri errori e sono restii ad abbandonare abitudini anche sbagliate.

Abbiamo più volte sottolineato, nei nostri editoriali, quanto l’avvocatura sia una categoria dura a cambiare, convinta soprattutto di non fare marketing e di non fare parte della cerchia degli imprenditori.
Niente di più sbagliato, l’avvocato deve essere attivo e attento a tutte le dinamiche riguardanti il web e la tecnologia e fare marketing, perché vendere un prodotto o una prestazione, è pressappoco la stessa cosa.

I fatti stanno dicendo che anche i più restii al cambiamento devono accettare che le cose sono cambiate e che non si può fare l’avvocato come si faceva una volta. Pensate che ora i software possono fare anche ricerche intelligenti, con una precisione che supera di gran lunga quella umana.

Un software ora è in grado di memorizzare e imparare e la volta successiva la ricerca tiene conto dei risultati (anche degli errori) della volta precedente. Ora le macchine oltre a essere utilizzate possono essere interrogate e sostituire il nostro lavoro.

Naturalmente anche la professione forense verrà toccata da questa rivoluzione: tutte le operazioni ripetibili saranno fatte dall’Intelligenza Artificiale. Ad esempio l’abbondante documentazione di una pratica potrà essere delegata all’AI. In questo modo saranno garantiti risparmio di tempo e precisione.

La tecnologia riuscirà a cambiare gli avvocati? Ci vorrà molto tempo prima che gli avvocati riusciranno a cambiare mentalità e prima che l’Intelligenza Artificiale riuscirà ad entrare a gamba tesa nella nostra vita.

Ma prima di chiudere l’articolo cerchiamo di riassumere cosa si intende quando si parla di Intelligenza Artificiale e quali sono le differenze all’interno di questo mare magnum. Essa ha come base di partenza la capacità di compiere azioni e funzioni tipiche dell’uomo:

1) Agire umanamente
2) Pensare umanamente
3) Pensare razionalmente
4) Agire razionalmente

Grazie a questa prima suddivisione possiamo classificare l’AI in due macro gruppi di ricerca:

A) Intelligenza Artificiale debole: sistemi tecnologici capaci di simulare alcune funzionalità cognitive dell’uomo senza però arrivare a compiere azioni intellettuali tipiche dell’uomo
B) Intelligenza Artificiale forte: questo è il caso di sistemi intelligenti, dunque capaci di sviluppare una propria intelligenza in modo autonomo.

Questa novità non deve essere vissuta con paura, al contrario essa sarà la chiave di volta per snellire i tempi lavorativi più noiosi, permettendo al professionista di concentrarsi maggiormente alla cura della propria clientela.