Editoriale

Avvocato 4.0. Il digitale avanza spedito ed essere presenti sul web diventa un diktat per stare al passo con i tempi.

L’avvocato del XXI° ha la necessità di essere presente sul web a seguito della socialità dei propri clienti. Per citare Zygmunt Bauman, uno dei più influenti sociologi del secolo scorso: «i consumatori sono prima di tutti raccoglitori di sensazioni: sono collezionisti di cose solo in un senso secondario e derivato». E dove si possono raccogliere e collezionare queste sensazioni se non sul web? Quando vogliamo acquistare qualcosa, prenotare un ristorante piuttosto che un altro, quando dobbiamo scegliere l’avvocato che difenderà i nostri diritti, prendiamo lo smartphone e iniziamo a cercare.

Il vecchio concetto di fidelizzazione della clientela cede il posto a quello di comodità; sempre più persone cercano sul web professionisti e servizi e tutto questo rende efficace e veloce la gestione delle fasi che precedono, ad esempio, il conferimento dell’incarico per un avvocato.
Conseguentemente a ciò anche le reputazioni diventano transitorie: se un tempo quanto diceva l’avvocato era inconfutabile, ora una verifica sul web viene fatta quasi sempre e l’opinione legale viene presa concedendo il beneficio del dubbio in un mondo in cui le nozioni e i dati viaggiano sempre più veloci.

Viviamo in un’era in cui anche il lavoro diventa fluido e può essere fatto in qualsiasi parte del mondo, basta avere un dispositivo e una connessione internet. L’ufficio del futuro è in un luogo non luogo, per citare le profetiche parole dell’etnologo e antropologo Marc Augé, che sull’Espresso del 19 febbraio 2017, ha evidenziato come nel post-moderno sta scomparendo il luogo come condensatore di un intero processo vitale, che nel passato ha funzionato correttamente.

Ma cosa c’entra questa digressione con l’avvocato 4.0? La risposta è molto semplice. L’avvocato degli ultimi anni non è più ancorato alle quattro mura del suo studio, è un professionista in mobilità, continuamente connesso e, soprattutto, reperibile con facilità sul web e sui social. Pertanto avere un sito web aggiornato e una pagina facebook, diviene l’assioma per ampliare il proprio business e mantenere solide le relazioni in un mondo sempre più liquefatto. L’avvocato deve sapere essere anche manager e imprenditore.
C’è un modo per sopravvivere a questa liquidità galoppante? Sarà sicuramente necessario armarsi di nuovi strumenti. Siamo a questo punto sulla soglia dell’avvocato 4.0, un professionista tecnologico, interdisciplinare e attento al customer care per migliorare il proprio business aziendale. L’orientamento al cliente e la soddisfazione di quest’ultimo assumono un ruolo centrale, proprio perché l’eccellenza oggigiorno deve essere percepita dal cliente e non è più autoreferenziale.

Permettetemi un colpo di coda: abbiamo parlato di digitalizzazione e visibilità, ma non possiamo non parlare anche di sicurezza, concetto essenziale per l’avvocato del futuro. La sicurezza è destinata a far parte del nostro interesse in vista del GDPR (General Data Protection Regulation), in vigore dallo scorso 25 maggio, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento e alla libera circolazione dei dati personali. L’obiettivo di aziende e professionisti sarà rendersi compliant alla nuova normativa, con particolare attenzione alla sicurezza di dati sensibili. In che modo? In primis verificando che tutti i dati in possesso siano protetti, per evitare spiacevoli sorprese e sanzioni salate; utilizzando la crittografia per proteggere i dati da occhi indiscreti e, infine, scegliendo l’esperienza di Teknoassist per fare tutto nel modo migliore.