Gli strumenti dell’Avvocato Tecnologico nel Processo telematico

by Gabriele Ruscitti 948 views0

di Francesco Posati.
Licenza CC: BY-NC-SA/4.0 Internazionale

Come avviene il “deposito telematico”?

L’avvocato invia dalla PEC, censita nel ReGIndE, all’Ufficio Giudiziario una busta crittografata (Atto.enc), contenete l’atto_principale.pdf, il DatiAtto.xml, gli allegati eventuali, generata da un software dedicato (Imbustatore Atti).
Esso è tempestivo quando il gestore PEC del Ministero ha generato la Ricevuta di Avvenuta Consegna (RAC) entro le ore 23:59 dell’ultimo giorno [Art. 51, comma 2, D.L. 90/2014]

Quali sono gli strumenti che un avvocato analogico deve avere per affrontare il “deposito telematico”?

  1. Un PC non troppo datato: con un Sistema Operativo aggiornato. Per chi lavora in ambiente Mac e Linux l’avvertenza pare scontata o perché troppo geek o troppo nerd. Alt geek vs nerd
    Per gli altri, la maggioranza, avvisiamo che Microsoft non si è fermata a Windows XP, tra l’altro, dall‘8 aprile 2014 non è più aggiornato. Evitiamo però l’ “OS Vista
  2. Una connessione Internet: Sul mercato ci sono diverse offerte flat per la navigazione internet LAN o WiFi pronte a soddisfare ogni domanda. E se ci capitasse che per depositare un ULTIMO GIORNO quel giorno la connessione internet non fosse disponibile per tanti motivi? Possiamo essere rimessi in termini? Non costituisce motivo idoneo per la remissione in termini! Allora decadiamo dal deposito? No, basta condividere la connessione internet in Tethering tra PC e i nostri dispositivi mobile, dotati di offerte traffico dati
  3. Scanner dotato di ADF (Alimentatore Automatico di Fogli): Molto spesso la produzione documentale a sostegno dell’atto principale supera le 10 pagine. Anche solo citando i giudizi monitori. Figurarsi nei giudizi contenziosi ordinari civili. Per massimizzare i tempi di acquisizione dei file digitali appare opportuno dotarsi, anche tramite il noleggio operativo, di periferiche output multifunzioni con appositi Alimentatori automatici di Fogli. Per approfondimenti su Risoluzione di scansione e Scanner si richiama il post dedicato
  4. PEC comunicata al C.O.A.: Ogni avvocato può dotarsi anche di 100 PEC, ma solo una è abilitata al deposito telematico. Quella comunicata al proprio Ordine forense di appartenenza, che la segnalerà al Ministero Giustizia nel ReGIndE. La variazione della PEC nel ReGIndE avviene SOLO nel periodi 1–31 gennaio e 1–31 luglio di ogni anno. Inoltre, l’art. 20, Commi 2–7, DM 44/2011 prevede precisi oneri per la gestione della casella PEC abilitata al PCT
  5. Dispositivo di Firma digitale: “La firma digitale è chiave del futuro”, così profetizzava Francescco Cocco nel 1999 al quotidiano Repubblica. Abbiamo aspettato 15 anni perché la firma digitale entrasse nella realtà giudiziaria. Le peculiarità della firma digitale è in sintesi l’autenticità, l’integrità e il non ripudio. Oggi essa è facilmente reperibile sul mercato (es. Aruba, Infocert, Poste Italiane, per citare i gestori più diffusi) sia come “smartcard” (che richiede appositi lettori) o “token USB” (da preferire per la sua versatilità d’uso). Si consiglia di dotarsi almeno di due dispositivi di firma anche per prevenire eventuali malfunzionamenti. Aspettando l’introduzione nel PCT della firma remota
  6. L’Imbustatore Atti: preferisco definirlo così l’apposito software che genera la busta crittografata da inviare via PEC all’Ufficio di destinazione, anziché Redattore Atti. Il termine “Redattore atti” genera confusione: sembrerebbe che tutti gli atti devono essere redatti, scritti all’interno di un programma dedicato di editing, come Word, LibreOffice, OpenOffice, Page, Write… NON È COSÌ! Esso è finalizzato SOLO a creare la busta telematica denominata Atto.enc. [ Considerazione personale: forse anche l’utilizzo di una terminologia fuorviante ha ostacolato l’ingresso del PCT tra avvocati, la cui maggioranza vede il PC come una macchina da scrivere fluorescente ]. Dopo l’esperienza del NIR, non c’è un’applicazione ufficiale. Il Ministero ha dato libero sfogo alla creatività del libero Mercato. Sul Portale Servizi Telematici a titolo informativo è riportato un elenco di alcuni Imbustatori tra i più noti sul mercato. Ci sono anche soluzioni open source come SLPCT della Regione Toscana ovvero gestionale in cloud quale NetLexWeb. Come evidenzio sempre nei miei corsi sul pct, la vera criticità per l’avvocato tecnologico non sarà l’invio della busta telematica, ma la gestione e la conservazione dei file digitali nel tempo. Ego dixi. Su questo presupposto dobbiamo partire per la scelta dell’Imbustatore, la porta di accesso al Tribunale digitale. Alt deposito telematico

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